- Studio BRAVE-3: la somministrazione upstream di Abciximab nei pazienti con IMA entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi, trattati con 600 mg di Clopidogrel, non produce benefici
- Abciximab ( ReoPro ), un inibitore della glicoproteina IIb/IIIa, migliora l’efficacia degli interventi di angioplastica primaria nei pazienti con infarto miocardico acuto ( IMA ). Tuttavia, non è noto se Abciximab sia in grado di mantenere i suoi effetti benefici dopo adeguata dose di carico di Clopidogrel ( Plavix ) nei pazienti con infarto acuto del miocardio associato a sopraslivellamento del tratto ST ( STEMI ).
Un totale di 800 pazienti con infarto miocardico acuto entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi, tutti trattati con 600 mg di Clopidogrel, sono stati assegnati in modo casuale a ricevere Abciximab ( n=401 ) oppure placebo ( n=399 ) in Unità di Terapia Intensiva ( UTIC ) prima di essere indirizzati al laboratorio di emodinamica.
L’end point primario, rappresentato dall’area infartuale misurata prima
della dimissione tramite tomografia computerizzata ad emissione di fotone singolo ( SPECT ) con tecnezio-99m sestamibi, è risultato pari a 15.7 ± 17.2% ( media ± DS ) del ventricolo sinistro nel gruppo Abciximab e a 16.6 ± 18.6% nel gruppo placebo ( p=0.47 ).
A 30 giorni, il composito di mortalità, recidiva di infarto miocardico, ictus e rivascolarizzazione urgente del vaso correlato all’infarto è stato osservato in 20 pazienti del gruppo Abciximab ( 5% ) e in 15 pazienti del gruppo placebo ( 3.8% ) (rischio relativo, RR=1.3, intervallo di confidenza 95% 0.7-2.6, p=0.40 ).
In 7 pazienti per ciascun gruppo sono state osservate complicanze emorragiche maggiori ( 1.8% ).
In conclusione, la somministrazione upstream di Abciximab non è associata a una riduzione dell’area infartuate nei pazienti con infarto acuto del miocardio entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi, trattati con 600 mg di Clopidogrel. ( Xagena News )
Fonte: Circulation, 2009
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